Caso Athanor: intelligence e reti anticulto in Francia, cosa rivela l’inchiesta
Un tentato omicidio ha portato alla luce una rete clandestina. Ma secondo un'inchiesta di ActFiles, il caso solleva interrogativi che vanno ben oltre la vicenda giudiziaria francese.
Nel 2026, a Parigi, 22 imputati sono finiti al centro di un processo che sembra avere gli ingredienti di un thriller di spionaggio: ex appartenenti ai servizi di sicurezza, operazioni clandestine, violenza su commissione e una loggia massonica.
È il cosiddetto caso Athanor.
Secondo la ricostruzione pubblicata da ActFiles, l'indagine avrebbe individuato complessivamente 112 reati, di cui 26 qualificati come crimini gravi, all'interno di una rete sospettata di aver organizzato o facilitato aggressioni, attentati e omicidi su commissione. Exposing Anti-Cult Network
Ma l'aspetto sul quale l'inchiesta concentra maggiormente l'attenzione è un altro: il passato di uno dei personaggi centrali della vicenda e i suoi rapporti con il mondo francese della lotta alle cosiddette “sette”.
Il tentato omicidio che fece emergere la rete
Il punto di svolta risale al 24 luglio 2020.
Due uomini furono arrestati nei pressi dell'abitazione della business coach Marie-Hélène Dini. Secondo quanto riportato dalla fonte, avrebbero sostenuto di essere convinti che Dini fosse un'agente straniera del Mossad e che la sua eliminazione fosse una missione nell'interesse dello Stato francese.
I due avevano effettivamente prestato servizio presso una base della DGSE, l'intelligence estera francese, ma ActFiles precisa che vi lavoravano come addetti alla sicurezza e che non erano stati incaricati di missioni segrete.
Seguendo questa pista, gli investigatori arrivarono a una rete più ampia e, in particolare, alla figura di Daniel Beaulieu. Exposing Anti-Cult Network
Daniel Beaulieu e il passato nei servizi francesi
È qui che la vicenda assume una dimensione particolare.
Prima di essere coinvolto nel caso Athanor, Beaulieu aveva lavorato per anni nella DCRG — Direction centrale des renseignements généraux, il servizio di intelligence della Polizia nazionale francese successivamente riorganizzato.
All'interno della DCRG aveva diretto l'unità incaricata di monitorare “sette” e “culti”.
Secondo la ricostruzione riportata da ActFiles, dopo aver lasciato formalmente la struttura nel 2009, Beaulieu avrebbe continuato a mantenere contatti con persone provenienti dall'ambiente dell'intelligence e avrebbe successivamente svolto anche incarichi in Africa collegati alla DGSE. Exposing Anti-Cult Network
Durante il processo del 2026, ActFiles riporta inoltre alcune dichiarazioni attribuite a Beaulieu nelle quali l'ex agente descriveva il proprio mestiere facendo riferimento all'uso di travestimento, menzogna e manipolazione.
Per gli autori dell'inchiesta, questo passato pone una domanda inevitabile: quale rapporto esisteva tra i metodi sviluppati nell'intelligence e l'attività di monitoraggio dei movimenti religiosi minoritari?
La cellula francese dedicata a “culti e sette”
Negli anni Novanta e Duemila, la DCRG disponeva infatti di un'unità specializzata denominata “Cultes et sectes”.
Secondo l'articolo, questa struttura monitorava numerosi movimenti religiosi e spirituali presenti in Francia, tra cui Testimoni di Geova, Scientology, Soka Gakkai, comunità evangeliche, gruppi buddisti, Brahma Kumaris, avventisti e altre organizzazioni.
Un elemento particolarmente controverso descritto dalla fonte riguarda le cosiddette “notes blanches”: documenti confidenziali e non firmati che avrebbero circolato nell'apparato statale francese fino ai ministeri e all'Eliseo.
ActFiles, citando a sua volta un'inchiesta giornalistica, sostiene che informazioni provenienti dall'intelligence sarebbero state utilizzate anche nei rapporti con i media e con organizzazioni impegnate nella lotta alle “sette”. Exposing Anti-Cult Network
MIVILUDES, UNADFI, CCMM e FECRIS
L'articolo concentra quindi l'attenzione sui rapporti tra l'apparato statale e alcune delle principali organizzazioni francesi ed europee del settore.
Tra queste vengono citate CCMM, UNADFI, MIVILUDES e la federazione europea FECRIS.
Secondo la ricostruzione di ActFiles, CCMM e UNADFI avrebbero avuto una lunga storia di collaborazione con la DCRG, mentre MILS — successivamente trasformata in MIVILUDES — avrebbe cooperato direttamente con l'apparato di intelligence francese.
La fonte ricorda inoltre che FECRIS nacque negli anni Novanta come organizzazione europea ombrello del movimento anticulto e che la Francia ne divenne uno dei principali centri organizzativi. Exposing Anti-Cult Network
Il rapporto parlamentare francese del 1995
Un altro passaggio fondamentale riguarda la commissione parlamentare francese sulle “sette” del 1995.
La commissione compilò una lista di 173 organizzazioni e gruppi, utilizzando criteri di pericolosità elaborati anche dalla DCRG.
ActFiles sottolinea un aspetto particolare del rapporto: le audizioni furono mantenute riservate e il documento finale non pubblicò né le trascrizioni né l'identità delle persone ascoltate.
La stessa commissione raccomandava inoltre una formazione specifica sul fenomeno delle “sette” per funzionari pubblici, polizia, gendarmeria, magistrati, insegnanti, assistenti sociali, medici e notai, oltre a una maggiore cooperazione internazionale. Exposing Anti-Cult Network
Dalla Francia alla dimensione internazionale
È proprio la dimensione internazionale a costituire la parte più controversa della tesi proposta dall'inchiesta.
ActFiles sostiene che, nel corso degli anni, una parte del movimento anticulto europeo avrebbe sviluppato rapporti significativi con figure e ambienti russi.
Tra i nomi analizzati compare Alexander Dvorkin, che nel 2009 divenne vicepresidente di FECRIS. Nello stesso periodo, Dvorkin ricopriva in Russia un ruolo nel consiglio di esperti per le valutazioni religiose presso il Ministero della Giustizia.
L'articolo esamina inoltre le successive relazioni con la Russia di alcuni politici francesi che avevano partecipato alle iniziative parlamentari contro le “sette”.
Tra i casi citati figurano Jacques Myard, Jean-Pierre Brard, Rudy Salles e Thierry Mariani.
Particolare attenzione viene dedicata a Mariani e ai suoi viaggi in Crimea, oltre che alla partecipazione dell'ex presidente di MIVILUDES Georges Fenech a una delegazione recatasi nella penisola nel 2019. Exposing Anti-Cult Network
Una rete finanziata in larga parte con fondi pubblici
ActFiles affronta anche la questione economica.
Citando uno studio del 2013, l'articolo riferisce che per un periodo FECRIS avrebbe ricevuto mediamente circa il 92% dei propri finanziamenti dalla Francia; vengono riportate percentuali molto elevate di finanziamento pubblico anche per UNADFI, CCMM e GEMPPI.
Da questi dati ActFiles sviluppa una propria interpretazione: un sistema fortemente sostenuto dallo Stato ma organizzato attraverso associazioni formalmente indipendenti avrebbe potuto, secondo gli autori, risultare vulnerabile all'influenza di soggetti esterni.
È importante sottolineare che questa è la tesi interpretativa dell'inchiesta, non una conclusione indipendentemente verificata in questo articolo. Exposing Anti-Cult Network
L'ombra dell'anti-americanismo
Un altro elemento analizzato riguarda la retorica sviluppatasi in alcuni ambienti anticulto europei.
Secondo ActFiles, nel corso degli anni sarebbe stata diffusa l'idea che determinati nuovi movimenti religiosi provenienti dagli Stati Uniti costituissero una sorta di strumento di penetrazione culturale americana in Europa.
L'inchiesta mette questa narrativa in relazione con posizioni successivamente diventate comuni nella propaganda russa contro l'Occidente.
ActFiles cita inoltre documenti FECRIS del 2005 nei quali la federazione descriveva la propria espansione anche come conseguenza della diffusione di “culti/sette” dagli Stati Uniti e dall'Europa occidentale verso l'Europa orientale. All'epoca, secondo il documento riportato dalla fonte, la federazione comprendeva 45 associazioni distribuite in 29 Paesi. Exposing Anti-Cult Network
Il vero interrogativo sollevato dal caso Athanor
Il caso Athanor rimane innanzitutto una vicenda giudiziaria francese estremamente complessa.
Ma ActFiles lo utilizza come punto di partenza per porre una questione molto più ampia: fino a che punto strutture nate per monitorare organizzazioni considerate pericolose possono trasformarsi esse stesse in reti opache di influenza?
Il fatto che una figura proveniente dall'unità francese dedicata alle “sette” sia successivamente comparsa al centro di una vicenda giudiziaria riguardante una rete clandestina rende la domanda particolarmente delicata.
L'inchiesta arriva a sostenere l'esistenza di una rete internazionale che, dietro la lotta alle “sette”, avrebbe sviluppato connessioni con ambienti dell'intelligence e, successivamente, con interessi russi. Si tratta della tesi centrale di ActFiles, che gli autori ritengono meritevole di un'indagine internazionale più ampia. Exposing Anti-Cult Network
Ciò che emerge con maggiore chiarezza dalla ricostruzione è comunque quanto possano diventare sottili i confini tra sicurezza nazionale, intelligence, associazionismo, politica, informazione e influenza ideologica.
Ed è forse proprio questo l'interrogativo più interessante lasciato aperto dal caso Athanor: chi controlla coloro ai quali viene affidato il compito di identificare le organizzazioni considerate una minaccia per la società?
Fonte: ActFiles, “Spy Networks in Europe Under the Guise of Fighting ‘Cults.’ Part 1. France”, 24 giugno 2026. Exposing Anti-Cult Network
Leggi l'inchiesta originale su ActFiles

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