Repressione Inarrestabile: Oltre 400 Praticanti di Falun Gong Condannati in Cina nel 2024

Un’indagine svela l’incessante persecuzione del movimento spirituale mentre commemora un triste anniversario.


Mentre il mondo osserva e si unisce alle manifestazioni globali per i 25 anni di persecuzione del Falun Gong, una setta spirituale cinese che continua a essere bersaglio di una repressione spietata, la situazione in Cina resta drammatica e preoccupante. Le recenti informazioni rivelano un quadro di violenze e ingiustizie che sembrano lontane dal concludersi.



Secondo dati raccolti dal Falun Gong stesso, considerati credibili da fonti investigative come “Bitter Winter” e corroborati dai numerosi casi riportati dai media locali, la prima metà del 2024 ha visto almeno 447 praticanti condannati dai tribunali cinesi. Un numero che rappresenta solo la punta dell’iceberg di una repressione che coinvolge tutto il territorio nazionale.


Le condanne si distribuiscono in ventisette province e regioni diverse, con alcune aree che spiccano per la severità delle sentenze. Tra queste, la provincia di Shandong si distingue con 78 condanne, seguita da Liaoning con 65, e la città di Jilin con 50. Altre province come Heilongjiang, Hubei, e Hebei mostrano cifre altrettanto preoccupanti, rivelando un accanimento che non risparmia nessuna parte del Paese.


Il profilo delle vittime di questa persecuzione è altrettanto sconvolgente. Di queste, ben 62 praticanti avevano più di 60 anni, con alcuni che raggiungevano addirittura i 94 anni di età. Nonostante l'età avanzata, che in molti casi dovrebbe indurre a un minimo di compassione e rispetto, questi anziani sono stati ugualmente condannati, con pene che in oltre la metà dei casi superano i tre anni di reclusione.


Alcuni praticanti hanno ricevuto condanne particolarmente pesanti: Jiao Chuanfu, della provincia di Jilin, è stato condannato a 10 anni di carcere, mentre Hu Fengjun, una donna della provincia di Liaoning, ha ricevuto una sentenza di 11 anni. A queste punizioni si aggiungono multe salatissime, superiori ai 10.000 yuan per 87 praticanti, con picchi che raggiungono i 50.000 yuan, cifre che rappresentano un ulteriore strumento di oppressione.


Il bilancio di questa crudele persecuzione si aggrava ulteriormente con la notizia di 84 decessi tra i praticanti tra gennaio e maggio 2024. Questi decessi, anche se risalenti a mesi o anni prima, sono stati documentati solo recentemente, facendo emergere una realtà nascosta e drammatica che continua a sfuggire ai riflettori internazionali.


Mentre il movimento Falun Gong cerca di portare alla luce queste atrocità, la comunità internazionale resta a guardare, in gran parte impotente di fronte a un regime che continua a operare con impunità. La domanda che sorge spontanea è: fino a quando il mondo potrà ignorare una tale brutalità?

Per comprendere appieno la portata di questa repressione, si consiglia di vedere il film documentario The Impact. Questo film offre una visione approfondita di queste vicende, fornendo un quadro completo e dettagliato della situazione.


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